VPN: che cosa nasconde davvero e che cosa no
Come funziona una VPN, che cosa cambia per i siti che visiti, che cosa non protegge e come si riconosce il traffico da datacenter.
Che cosa fa una VPN
Una VPN cifra il traffico fra il tuo dispositivo e un server intermedio, e da lì lo instrada verso Internet. I siti che visiti vedono l'indirizzo del server VPN al posto del tuo; il tuo operatore vede che stai parlando con quel server, ma non che cosa stai facendo.
Che cosa non fa
- Non ti rende anonimo. Se accedi a un account, quell'account sei tu, VPN o no.
- Non cancella cookie e impronta del browser. Risoluzione dello schermo, caratteri installati, fuso orario e comportamento continuano a distinguerti.
- Non elimina la fiducia richiesta. Sposta la fiducia dall'operatore al fornitore VPN, che vede lo stesso traffico. Un fornitore che non registra nulla è una promessa contrattuale, non una proprietà tecnica.
- Non protegge da malware né dai siti che ti chiedono di identificarti.
Come fa un sito a sospettare una VPN
Il segnale principale è l'origine del traffico: gli indirizzi dei server VPN appartengono a reti di hosting e datacenter, non a reti residenziali. Un sito può confrontare l'ASN dell'indirizzo con elenchi di operatori di hosting, oppure osservare hostname inversi tipici di infrastruttura. È esattamente il controllo indicativo che trovi in cima alla nostra pagina principale.
Il metodo ha due limiti onesti: segnala come «VPN» anche server, bot e uffici che escono da un datacenter, e non vede le VPN che escono da reti residenziali. Per questo lo presentiamo come indizio, mai come verdetto.
Le fughe che vanificano una VPN
- Fuga DNS: le richieste DNS escono dal resolver dell'operatore invece che dal tunnel.
- Fuga IPv6: la VPN instrada solo IPv4 e il traffico IPv6 esce in chiaro con il tuo indirizzo vero. Puoi verificarlo: se in cima alla pagina compare un IPv6 diverso dal paese del tuo server VPN, la fuga c'è.
- WebRTC: può esporre indirizzi locali e, in configurazioni particolari, quello pubblico.
- Caduta del tunnel: senza un blocco di rete (kill switch) il traffico riprende in chiaro senza avviso.
Quando ha davvero senso
Su reti Wi-Fi non fidate, per raggiungere risorse aziendali, per non lasciare la cronologia dei domini all'operatore, per aggirare blocchi di rete locali. Non per «essere invisibili»: quell'obiettivo richiede strumenti diversi e una disciplina che una VPN da sola non fornisce.