Propagazione DNS: tempi reali, TTL e errori comuni
Che cosa cambia davvero dopo una modifica DNS, perché non esiste un pulsante per aggiornare Internet e come verificare A, AAAA e deleghe.
“Propagazione” non significa che Internet copia tutto insieme
Quando modifichi un record DNS, i resolver che hanno già chiesto il valore precedente possono conservarlo fino alla scadenza del suo TTL. Quelli che non lo hanno in cache vedono invece subito la risposta autorevole aggiornata. Per questo due persone possono ricevere risposte diverse per un certo periodo.
Il TTL decide il ritardo prevedibile
Il TTL è espresso in secondi ed è scritto nel record. Se era di 3.600 secondi, una cache già popolata può continuare a usare il dato precedente per circa un’ora. Abbassare il TTL dopo aver fatto la modifica non cancella le cache già esistenti: serve farlo prima di una migrazione pianificata.
Controlla i record giusti
- A indica l’indirizzo IPv4; AAAA quello IPv6. Un sito può funzionare solo per una parte dei visitatori se uno dei due è errato.
- CNAME indirizza a un altro nome: controlla anche la sua destinazione.
- NS e la delega indicano quali nameserver rispondono per il dominio.
Usa il lookup DNS per vedere le risposte, poi confrontale con i dati pubblicati dal provider. Se i nameserver autorevoli non hanno il valore previsto, il problema non è la cache.
Procedura prima e dopo una migrazione
- Riduci il TTL con anticipo, se conosci la data del cambio.
- Pubblica il nuovo record e verifica direttamente la zona autorevole.
- Controlla sia IPv4 sia IPv6 e il certificato HTTPS sul nuovo server.
- Attendi il TTL precedente prima di giudicare il risultato dai resolver normali.
Non cambiare continuamente record, nameserver e configurazioni del server nello stesso momento: rende difficile capire quale modifica abbia causato l’errore.